Le strade di Genova
Come idee spezzate
Lì siam morti tutti
Educati ad aver paura
Del domani che è arrivato

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Passerà anche questo binario
Tra gli ulivi e i campi di grano
E anche oggi torneremo a casa

Antonia. Ferdinando Cito Filomarino (Italia 2015)

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Oblio desiderato
e conquistato in vita,
frenata e macellata,
non lenta agonia
ma breve bagliore,
tenero istante
senz’amore.
Nella mente rami immensi
e nervi e arterie
e suoni artificiali,
inondano il corpo
martoriato dall’assenza,
fino a strisciare
tra le fronde di un’esistenza.

Victoria, Sebastian Schipper (Germania 2015)

Victoria

Disperato tempo senza luce
di vite sull’orlo del vuoto
e una danza liberatoria,
impronte nel buio
di una notte
si librano
ancora.

Queen of the Desert, Werner Herzog (USA 2015)

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Distese di opportunità
nei volti trafitti
da innumerevoli battaglie,
il richiamo di secoli vuoti
come oasi trivellate
da superstizioni e poteri.
Il terrore dormiente
nel tempo dei disegni
dei confini fra stati inventati,
linee tracciate nella sabbia:
cultura divora cultura.

The Witch, Robert Eggers (USA 2015)

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Ambigui dualismi
nella notte,
puri nella foresta,
in lotta col potere,
soli e indottrinati alla luce del sole,
lontani dalla grazia
ma immersi nell’incertezza
e nel caos primitivo.
S’annida il Diavolo
negli occhi imbalsamati
da suggestioni e millenni.

Essential Killing, Jerzy Skolimowski (Polonia 2010)

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In fuga dall’arida terra
vittima e carnefice
sorvola il paesaggio
senza interferire.
Muschio e corteccia
riposano silenziosi,
l’albeggiare è lontano
e mischiarsi al ghiaccio,
ricoperto di paglia
e fuoco ardente libertà,
nutre il corpo ferito
come il silenzioso, brutale
e mai dimenticato
istinto materno
della terra.

Francofonia, Aleksandr Sokurov (Francia 2015)

Fuggire e nascondersi,
l’anima di ogni vivente
indaga e assapora,
storie in equilibrio
su onde preziose,
l’ovvio massacro umano.
Dialogare col passato
sfiorarne il ricordo,
dipinti come divinità,
creatori di uomini e identità,
vivranno in eterno.